Andrea Chisesi

Quando ci è stato proposto di collaborare per un evento espositivo dell’artista Andrea Chisesi, la nostra associazione culturale TraOrmina forum non ha avuto dubbi se non quella di sollecitare la città per garantire ed offrire il meglio per tale operazione artistica e culturale. Incontrando l’uomo, non solo abbiamo scoperto l’artista, il personaggio, l’essere umano ma in esso abbiamo percepito attraverso le sue parole e il suo carisma una sofisticata sensibilità artistica. Abbiamo desiderato e suggerito promuovere a Taormina, dopo l’enfasi pubblicitaria dell’imponente evento del G7, la sua personale presso l’Ex Chiesa del Carmine, sito forse meno conosciuto di altri, ma consapevoli che accoglierà nel suo ventre mistico tutta la matericità e l’intuizione artistica che Chisesi vuole esprimere e concedere con la sua arte in questa nuova e intrigante personale dedicata ai vizi capitali: SALIGIA


Al di là del bene e del male : le ragioni del vivere nelle opere di Andrea Chisesi a Taormina.Un confronto con Dante.

Il luogo del racconto è quello ideale, la chiesa sconsacrata del Carmine; le nicchie sette in totale per accogliere le 21 opere che fanno da contraltare ai 7 vizi capitali; il dialogo stretto e puntuale con i versi danteschi. Chisesi versus Dante, un confronto tra due mondi paralleli, vicini e paradigmatici del cammino dell’umanità, di ieri e di oggi.

Fin dall’incipit della Commedia Dante introduce il suo pensiero di uomo del suo tempo. È già dalla prima terzina che sintetizza l’idea dell’inferno, del male e del peccato per l’uomo medievale. Attraversando i secoli, le stesse parole, forti, provocatorie e poetiche compiono un ampio salto temporale, un’ellissi che dissolvendo la distanza contingente, rappresentano una voce di controcanto alla mostra di Chisesi, SALIGIA. Prendendo le mosse dalla griglia classificatoria peccatorum di Dante (i gironi e le bolge infernali) e dalla gerarchia dei vizi indicata della dottrina cristiana del Trecento, Chisesi ripercorre il cammino accidentato dell’umanità, invertendo però la rotta e rivelando così un significato del “peccato” completamente opposto al cammino dantesco: Chisesi produce uno switch artistico e paradossale dove attraverso le sue opere emerge un’idea diversa in cui i vizi, benché da sempre considerati perversioni dell’animo, in realtà concorrono allo sviluppo della società e in definitiva alla felicità di ogni individuo.

Mentre l’Inferno dantesco è un’immane voragine che rigurgita corpi deformi, grumi di vizio e abiezione, luogo anzi, destino in cui sprofondano i peccatori senza possibilità di riscatto o redenzione, nelle opere “infernali” (le incisioni - dècollage) di Chisesi non governa nessuna legge del contrappasso, nessuna punizione è salvifica, né pene né tormenti vengono distribuite ai condannati. Chisesi qui svela l’altra faccia di Minosse! Con i decollage -ritratti di Trump, Amy Winehouse, o le serie di citazioni dall’antico (il mito di Ermione, Venere ecc.) perseguendo un’idea di bene e male che ricalca persino il pensiero illuminista, ci mette contemporaneamente di fronte a uno dei dilemmi del nostro tempo. Se oggi la donna, l’uomo hanno una colpa, questa è la libertà. Un paradosso che spiega la complessità dell’uomo e della donna moderna, l’umanità ha scoperto la volontà e il piacere ma anche la responsabilità per ogni sua più insignificante azione. Le opere però gettano anche una luce nuova sul concetto di bene e male, sulla dittatura del pensiero e sul potere smisurato di chi decide dove sta il confine.

Paolo e Francesca o della lussuria?

Prendiamo ad esempio l’opera dei due corpi che si cercano affannosamente e trovati si avvinghiano. I due personaggi, erroneamente passati al senso comune come simbolo eterno di peccato della lussuria, sono invece per Chisesi, la molla dell’amore, lo scatto senza il quale non ci sarebbe vita, gioia, speranza: “quali colombe dal disio chiamate”. Nel celebre canto V di Dante, Paolo e Francesca come in vita furono travolti dalla passione, così dopo la morte sono trascinati da un’eterna tempesta. Questa storia ha toccato l’animo di Dante come uomo, perché al di là della dottrina, come oggi Chisesi, comprende appieno la fragilità umana e il bisogno di amare.

Trump o della superbia

La forza fisica di un uomo che si esprime nel volume dei muscoli associata alla testa del Presidente degli Stati Uniti, è un accostamento stridente tra corpo e mente, che in sintesi rappresenta l’essenza dell’uomo. Dov’è il peccato di superbia? Nel cattivo uso che ne potrebbe fare qualunque personaggio politico importante come Trump. Ma parallelamente quella stessa convinzione di superiorità potrebbe essere uno stimolo fortissimo a imprimere un cambiamento benefico e radicale alla storia.

L’ascesa al Paradiso terrestre, diversamente dal lungo cammino di espiazione dantesco, in Chisesi si definisce attraverso connotazioni del tutto diverse, più moderne e lontane dal linguaggio religioso. Nello specifico poi, anche la tecnica che sfiora il procedimento rotelliano della carta, rende giustizia al concept della mostra. L’esito finale di ogni opera décollage è in fondo data da una serie di sottrazioni, di ritagli e lacerazioni dei manifesti pubblicitari scollati dai muri delle strade. Quella strada che ancora una volta rappresenta un mezzo di conoscenza per radicare nell’uomo e nella donna il senso comune del vivere, al di la del bene e del male.

Anna de Fazio Siciliano

 


SALIGIA

Di Andrea Chisesi

 

Taormina, Ex Chiesa del Carmine - 18 giugno-20 agosto | Città di Taormina Sindaco/Mayor Eligio Giardina
CREDITS
A cura di/curated by Marcella Damigella
Direzione Artistica/ art director Atelier Andrea Chisesi
Allestimento/setting up Floriadia Allestimenti Museali
Art Promoter Associazione Traormina Forum
Fotografia/ photographer Andrea Chisesi
Video Paolo Boriani
Testi Anna De Fazio Siciliano - Marcella Damigella - Paolo Boriani
Si ringrazia inoltre Emanuele Gambarossa |Un particolare ringraziamento/special thanks to Dott. Mario D’Agostino

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