Nuove Edizioni Bohemien

 

A TAORMINA UN IMPORTANTE CONVEGNO PER RISCOPRIRE SANTA VENERA

5 settembre 2016 Posted in  

Eventi

A cura di M. Cristina Torrisi

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E’ stato presentato ieri,  presso il Palazzo Duchi di Santo Stefano a Taormina, lo studio condotto da Aurelio Grasso, Giuseppe Guliti e Marco Palermo intitolato “S. Venera di Taormina: la storia dimenticata dei suoi martiri e delle sue acque miracolose”.

Si tratta di un lavoro nato in seguito al ritrovamento, presso l’Archivio Storico Nazionale di Toledo (Spagna), di un antico manoscritto redatto nel 1608 dall’Arciprete di Taormina Melchiorre Coniglio, riguardante gli eventi miracolosi che si stavano verificando presso l’antica chiesetta di S. Venera, situata nell’omonima contrada della citata città. Il documento, composto da dieci fogli recto e verso, è la relazione minuziosa delle guarigioni inspiegabili operate da una fonte d’acqua prodigiosa che scaturiva nelle vicinanze della chiesa, del successivo rinvenimento attorno ad essa di numerosi reperti umani di soggetti che verosimilmente avevano subito il martirio, e di come la città di Taormina, le diverse contrade e terre della Sicilia reagirono alla dilagante notizia dei miracoli che ivi accadevano.
Tale resoconto costituisce l’atto iniziale di una meticolosa istruttoria canonica avviata dall’Arcivescovo di Messina, monsignor Bonaventura Secusio, che si concluse alla fine del XVII secolo con l’emanazione di un breve apostolico che decretò solennemente la venerabilità e la santità di quelle reliquie, autenticate e denominate come Tauromenitanorum Sanctorum Reliquiae. Alla fine del XVII sec. queste vennero identificate come quelle dei santi Corneliano, Sepero e i loro 60 – per altri 70 – compagni, martiri taorminesi del II secolo.

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Alla luce di quanto è contenuto nel documento, tale valutazione, operata secondo criteri oltremodo semplicistici, appare oggi poco probabile poiché nella narrazione delle varie inventio vengono descritti pure gli oggetti che costituivano il funebre corredo di quei corpi straziati, i quali non potevano essere certamente coevi al periodo in questione. Tra questi figurano dei paternoster, croci e corregge in uso negli ambienti monastici in epoca medievale. Tali elementi probanti sconfessano apertamente le congetture teorizzate alla fine del XVII secolo e allo stesso tempo spalancano scenari nuovi di ricerca, soprattutto per quanto concerne il periodo a cavallo tra la dominazione bizantina e la conquista degli arabi, il più probabile ove collocare cronologicamente gli eventi narrati. Le reliquie in seguito furono racchiuse in tre casse le quali sono ancora oggi custodite nel retro dell’altare maggiore del duomo di Taormina.

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Concludendo, il saggio si compone di una introduzione alla lettura del testo e della trascrizione letterale del manoscritto nella sua versione integrale. Inoltre, il presente lavoro non va considerato come una monografia sull’argomento in questione, bensì come la premessa di una ricerca che è stata già avviata e che si propone altre fasi di studio e approfondimento.

La voce dell’Jonio di Acireale

Acireale / Presentato in Cattedrale libro su una misteriosa storia riguardante la chiesa di Santa Venera di Taormina

Descrizione: conferenzaE’ stato presentato ieri sera nella Cattedrale di Acireale, su iniziativa del Circolo Santa Venera, il saggio dal titolo “Santa Venera di Taormina: la storia dimenticata dei suoi martiri e delle sue acque miracolose”, frutto dello studio realizzato da Aurelio Grasso, don Giuseppe Guliti e Marco Palermo. Il volume si compone di due parti: un’introduzione alla lettura del testo e la trascrizione letterale del manoscritto – oggi  conservato presso l’Archivio Storico Nazionale di Toledo in Spagna – redatto nel 1608 dall’Arciprete di Taormina Melchiorre Coniglio e riguardante gli eventi miracolosi che si stavano verificando presso l’antica chiesetta di S. Venera, sita nel territorio taorminese. “Una pagina inedita tra realtà storica e ipotesi di ricerca”, l’ha definita nel suo intervento don Giuseppe Guliti, vice cancelliere della diocesi di Catania, il quale ha preso per primo la parola dopo l’introduzione della  prof.ssa Cettina Rizzo. Il dott. Marco Palermo ha, successivamente, relazionato sul ritrovamento del manoscritto di Melchiorre Coniglio, già appartenuto ai Marchesi di Farias, presso l’archivio spagnolo. Aurelio Grasso ha, quindi, sviluppato il suo intervento, dal titolo: “Il manoscritto di Melchiorre Coniglio: cronaca di vita quotidiana e senso religioso nella Sicilia del XVII secolo” (Grasso).

Descrizione: locandinaIl documento, composto di venti pagine (dieci fogli recto e verso), è la relazione minuziosa delle inspiegabili guarigioni operate da una fonte d’acqua prodigiosa, che scaturiva nelle vicinanze della chiesa, del successivo rinvenimento attorno ad essa di numerosi resti umani di persone che verosimilmente avevano subito il martirio, e di come si diffuse rapidamente nella città di Taormina e in tutta la Sicilia la notizia dei miracoli che ivi si stavano verificando. Tale resoconto costituisce l’atto iniziale di una meticolosa istruttoria canonica avviata dall’Arcivescovo di Messina, mons. Bonaventura Secusio, che si concluse alla fine del Seicento con l’emanazione di un breve apostolico che decretò solennemente la venerabilità di quelle reliquie, identificate come quelle dei santi Corneliano, Sepero e compagni martiri taorminesi (II secolo). Alla luce di quanto è contenuto nel documento ritrovato, pero, tale conclusione appare oggi poco probabile poiché nella narrazione vengono descritti pure gli oggetti che costituivano il corredo funebre di quei corpi straziati (“paternoster”, croci e “corregge” in uso negli ambienti monastici di epoca medievale), i quali non potevano certamente risalire ai primi secoli del cristianesimo. Più probabile, invece, collocare la storia di quei martiri nel periodo a cavallo tra la dominazione bizantina e la conquista degli arabi. Un chiarimento decisivo potrebbe venire dall’analisi delle suddette reliquie, che in seguito furono racchiuse in tre casse, ancora oggi custodite nel retro dell’altare maggiore del duomo di Taormina. L’ultimo degli interventi programmati, realizzato congiuntamente da don Giuseppe Guliti e da Aurelio Grasso, ha riguardato le relazioni e similitudini intorno al culto di Santa Venera in Aci e Taormina, un culto di chiara origine bizantina.

Guido Leonardi

 

 

 

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Il saggio è frutto di una ricerca inedita e meticolosa sui fatti accaduti presso l'antica chiesa. L'evento si terrà alle 18:30 al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano ed è organizzata e sponsorizzata dal Club Unesco

Al Palazzo Duchi di Santo Stefano, la presentazione del saggio dal titolo: "Santa Venera di Taormina" Domani alle ore 18,30 al Palazzo Duchi di Santo Stefano, sarà presentato il saggio dal titolo: “Santa Venera di Taormina – La storia dimenticata dei suoi martiri e delle sue acque miracolose”. Il saggio è frutto di una ricerca storica meticolosa, condotta da Don Giuseppe Guliti Vice- Cancelliere della Diocesi di Catania; da Aurelio Grasso scrittore e storico e dal giovane Marco Palermo dottorando in teologia spirituale. Pagina inedita di storia. La ricerca, nasce dal ritrovamento presso l’Archivio Storico Nazionale di Toledo di un antico manoscritto redatto nel 1608 dall’Arciprete di Taormina Monsignor Melchiorre Coniglio che in una cronaca dettagliata dei fatti accaduti presso l’antica chiesa di Santa Venera, consegna alla città di Taormina una pagina inedita della sua storia e crea le premesse per nuovi approfondimenti. Moderatrice dell’evento sarà la taorminese Cettina Rizzo, delegata del Club Unesco di Taormina, alla Cultura dell’Arte e all’Archeologia. La manifestazione è voluta, organizzata e sponsorizzata dal Club Unesco Taormina, ed inserita nel programma delle manifestazioni nazionali della Federazione Ficlu Unesco e dal Comune di Taormina, ospitata dalla Fondazione Mazzullo e sostenuta anche dall’Associazione TraOrmina Forum, dal Circolo Santa Venera di Acireale e dal gruppo Comidi. «E’ un evento di assoluto spessore culturale – evidenzia Rino Toscano, presidente del Club Unesco di Taormina (vicepresidente della Federazione Italiana Club Unesco) – al quale ci auguriamo possa esserci una significativa presenza di pubblico».

Fonte Taormina today

Santa Venera. La storia dimenticata dei suoi martiri e delle sue acque miracolose.

Domenica 4 settembre, alle 18.30, alla Fondazione “Mazzullo”, è in programma un incontro culturale dal titolo: “S. Venera di Taormina: la storia dimenticata dei suoi martiri e delle sue acque miracolose”. Moderatrice dell’evento sarà Cettina Rizzo, componente del club Unesco di Taormina che organizza l’evento con il supporto dell’associazione “Tra-Ormina Forum”, del movimento “Comidi” di Trappitello e del Circolo “S. Venera” di Acireale. Dopo i saluti di Eligio Giardina (sindaco di Taormina), Alfio Auteri (presidente Fondazione “Mazzullo”), Giuseppe Tindaro Toscano della Zecca (presidente club Unesco di Taormina, Valli d’Alcantara e d’Agrò), Orazio Piro (presidente Circolo “S. Venera” di Acireale), Giuseppe Sterrantino (presidente Comidi di Trappitello) e Alessandro Cardente (presidente “Tra-Ormina Forum”), si passerà all’incontro vero e proprio. I relatori sono: don Giuseppe Guliti (vice cancelliere Arcidiocesi di Catania), Marco Palermo (specializzando in Teologia Spirituale) e Aurelio Grasso (scrittore e storico). “Si tratta di una ricerca storica meticolosa – spiega Giuseppe Tindaro Toscano della Zecca – condotta da don Giuseppe Guliti, Aurelio Grasso e Marco Palermo. La ricerca nasce dal ritrovamento presso l’Archivio storico nazionale di Toledo di un antico manoscritto redatto nel 1608 dall’arciprete di Taormina, monsignor Melchiorre Coniglio, che in una cronaca dettagliata dei fatti accaduti presso l’antica chiesa di S. Venera, consegna alla città di Taormina una pagina inedita della sua storia e crea le premesse per nuovi approfondimenti”. Insomma, si tratta di un incontro culturale di una certa importanza che sicuramente catturerà l’interesse degli studiosi della storia e di quanti amano la città di Taormina”.

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